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SERMIDE

Gazzetta di Mantova

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Sermide ritrova la sua cattedrale

Gazzetta di Mantova – 25 ottobre 2015

SERMIDE. Le chiese di Sermide hanno ritrovato la loro dignità di pietre sante. Dignità che era stata offesa dal terremoto del maggio del 2012, che aveva accentuato il degrado. Ora, finalmente, in esse ognuno potrà «ritrovare le radici e i ricordi dei tanti momenti della vita celebrati attorno all’altare», come hanno auspicato don Renato Zenezini, don Matteo Palazzani e don Andrea Barbieri.
Assieme a loro, ieri erano presenti quasi trenta parroci giunti da tutta la provincia per assistere alla messa di dedicazione della cattedrale, celebrata dal vescovo monsignor Roberto Busti. Dopo quelle di Caposotto e dei Cappuccini, l’open day delle chiese sermidesi è culminato con la riapertura della struttura più importante.
Il numeroso pubblico di fedeli ha potuto ammirare lo splendido esito dell’intervento conservativo e di ripristino eseguito per fare rimarginare le ferite provocate dalle scosse di terremoto e dal tempo.
Dell’edificio neogotico, prima cupo e grigio, sono scomparsi le fessurazioni, gli intonaci distaccati e le infiltrazioni d’acqua. Il nuovo impianto di illuminazione esalta il restauro complessivo, a completamento dell’adeguamento iniziato cinquant’anni fa secondo i canoni del Concilio Vaticano II, con la nuova disposizione di altare, ambone e sede.
Il reintegro delle superfici decorate rispetta quelle originali di metà Ottocento. Il vescovo Busti ha ridedicato la chiesa rinnovata a Dio con un rito solenne e a tratti emozionante. Il vangelo è stato letto, come un tempo, sull’ambone sopraelevato a metà della navata centrale.
Citando il profeta Geremia, quando parla della distruzione del Tempio, monsignor Busti ha espresso la sua commozione di fronte «a questo tempio, manomesso dal terremoto e riaperto più bello di prima grazie all’opera di molti. Nessuno si deve sentire escluso in questo tempio, luogo della carità di Dio. Gioite per tutto quello che vedete qui, ma gioite soprattutto per quello che questo luogo riesce a suscitare nel cuore».
Al termine della messa don Renato Zenezini ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito all’imponente operazione di recupero delle tre chiese. Ma l’applauso più lungo è stato riservato proprio a lui, artefice principale di quello che per molti è un vero e proprio piccolo miracolo della fede.

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